Davanti alla Sindone

Davanti alla Sindone

<< Molti, nel vederlo, sono rimasti sconcertati, tanto il Suo Volto non aveva nulla di umano >>

Ho colto un attimo di mistero…
Che dono ci ha lasciato il nostro Signore! Un corpo fotografato dal mistero di un telo di una chiara e forte immagine della morte.
Come è lento l’uomo a capire ciò che per fede dovrebbe arrivare a credere!
Fanno diventare dissoluto tutto ciò che è reso chiaro da una morte per flagello; troppe iniquità hanno toccato quel sudario…… Non sono stati sufficienti gli scherni della passione? Non è sufficiente vedere quelle mani e quei piedi forati? E’ divenuto un quesito da risolvere.
E’ una dote troppo preziosa, e ancora non si crede che quella dote, ce l’ha lasciata il Nostro Signore.
<< Ho offerto la schiena a chi mi batteva, 
la faccia a chi mi strappava la barba,
non ho sottratto il mio volto agli sputi
e agli insulti >> (Isaia 50-6)
Quel corpo e quel volto non decidono molto, ma decide l’uomo con anni di studi e mezzi all’avanguardia, perché ci sia chiaro che quell’uomo della Sindone è Gesù Cristo.
E Tu Signore, offri ancora la Tua schiena per farti battere… e non si piegano!…
Ti Sei forse dimenticato di lasciarci scritto il Tuo Nome?
<< Molti, nel vederlo, sono rimasti sconcertati,
tanto il Suo Volto non aveva nulla di umano >> (Isaia 52-14)
Oh Dio che dimori nell’alto dei cieli, non lasciarci prendere dalla prepotenza degli uomini!
Quel volto impresso in quel telo e’ quello del nostro Salvatore, che si lascia ancora abbattere, perché sia chiaro che Lui era ed è il Nostro Salvatore.
Hanno violato quel lino, hanno lasciato spazio all’incredulità, chissà quante mani indegne hanno colorato, con sostanze chimiche, quell’immagine che il tempo non ha cancellato!
<< Si è lasciato maltrattare,
senza opporsi e senza aprir bocca,
docile come un agnello condotto al macello,
muto come una pecora davanti ai tosatori >> (Isaia 53-7)
Ora dorme dentro una chiesa silenziosa, dorme da interi secoli: dicono che Ti  proteggono….
Dorme la morte, ma non dorme chi si è mortificato, chi si è lasciato disprezzare fino all’anno duemila. Ma lascia che i suoi “custodi” decidano se è autentico quel telo che, per fede, si doveva credere. 
<< I nemici mi circondano come mandrie di tori… >> (Salmo 22)
Ma Tu Signore ci raggiungi ancora, in un mondo dove siamo nemici tra fratelli,e ci vieni a dire di amare il prossimo, quel prossimo che ancora non ti riconosce…….Tu non hai deviato,ma Sei ancora nel pieno della Tua Passione. Dove Tu dimori non ci potremo mai entrare,perché fuggiamo davanti alla sofferenza e non siamo docili nell’accettarla.
Ma davanti a quel dolore, impresso lì da duemila anni, c’è la sorte di ogni uomo, ma ci coglie di sorpresa quando arriviamo davanti  a quella chiave, che ancora non hanno deciso che deve aprire… e non dormire.
DIO è sceso in mezzo a noi per innestarci al sangue e al corpo del Suo Figlio Unigenito,
cogliamo con interesse quel momento di invitati alla Sua Mensa!


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