Perché a me?

Perché a me?

Perché a Me Maria non lo disse, ma chinò il capo concedendosi a come disse Simeone: una spada Ti trafiggerà… Maria accettando, entrò nel grande Mistero della Redenzione…

Perché non arriviamo a comprendere quanto anche Cristo ha sofferto per noi?

Questo è un tema forte, spero che la saggezza di Dio mi sia di aiuto.

Se tutto fosse in condivisione con Dio non ci chiederemmo perché a me, la legge della vita e della morte non è estranea a Lui anzi, se con la vita siamo lontani, con la morte siamo sintonizzati a Lui.

L’uomo Dio sostò sulla terra per esserci d’aiuto nel passaggio tra la vita e la morte, e io credo che se fossimo più rivolti a Lui, saremmo già più pronti per la morte.

Questo vale anche per la sofferenza, dire perché a me e non ad un altro è sinonimo di egoismo e, perché no, anche di invidia.

In questa vita ci arrivano tante prove che il più delle volte cerchiamo di evitare, senza sapere che svalutiamo la nostra destinazione che è quella dell’accettazione.

Tutto ciò è valutato in una condizione spirituale insieme a Dio e Lui mi fa sentire quanto poco ci importa degli altri se diciamo perché a me…

Tutti arriviamo al momento dell’addio di un congiunto, queste sono le leggi del mondo lo sappiamo, allora perché condizioniamo la nostra vita terrena con i nostri limiti?

In queste condizioni non facciamo altro che essere più vicini alla morte che non alla vita, il nostro futuro è Dio, Gli apparteniamo e a Lui ritorniamo.

Questo nostro attanagliamento ad una “qualità” di vita non ci migliora lo spirito, ma solo la nostra vita materiale e al termine ciascuno di noi avrà come ricompensa ciò che si è meritato.

Questo non è un giudicare, ma un giudicarmi come anima che libera non è da tutto ciò.

Perché a Me Maria non lo disse, ma chinò il capo concedendosi a come disse Simeone: una spada Ti trafiggerà…
Maria accettando, entrò nel grande Mistero della Redenzione…

Siamo nel mondo e del mondo solo passeggeri e instabili, non elogiamolo come nostra unica ragione di vita, allarghiamo i nostri orizzonti senza mettere per prime le nostre
problematiche ma la nostra anima, che vuole condividere con la nostra umanità l’amore e la speranza di far parte di un tempio animato solo dalla fede.

“Perché a me” non ha nessun senso, siamo passeggeri in salita e se cerchiamo di costruirci un ascensore per non faticare, allora la nostra vita sarà stata inutile, perché è così che vedremo quando saremo davanti a Dio.

PERCORRIAMO CON AMORE LE VIE DEL MONDO E NON SENTIAMOCI STANCHI NEL DIRE A DIO: SIA FATTA LA TUA VOLONTA’.


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